Dancity Festival 2008 [Foligno] – 24+25+26 Luglio 2008

Dancity Festival 2008
24+25+26 Luglio 2008
Foligno (Perugia)
Dopo le 2 precedenti edizioni torna Dancity Festival, evento musicale estivo della città di Foligno contraddistinto dalla sperimentazione della musica elettronica del panorama internazionale.
Sulla base di proposte musicali di livello internazionale e performance artistiche sempre più accattivanti, Dancity Festival 2008 avrà la capacità di unire il clubbing e la musica da ballo con la ricerca sonora e quella visuale.
I luoghi prescelti per l’edizione di quest’anno saranno il chiostro di Palazzo Trinci giovedì 24, venerdì 25 e sabato 26 il chiostro dell’Auditorium e l’Auditorium di Piazza S. Domenico. Dancity Festival 2008 si svolgerà quindi nel centro storico di Foligno, con l’intento di unire antico e moderno e di far vivere luoghi con un evidente valore artistico non attraverso il classico approccio da museo ma in modo da dar loro una nuova veste senza naturalmente stravolgerli.
La programmazione artistica si estenderà su 3 elementi:
Sperimentazione – Giovedì 24 Luglio (Chiostro di Palazzo Trinci)
Sidsel Endresen + Jan Bang (voce + live electronics)
Apparat & band (live)
Contaminazione – Venerdì 25 Luglio (Chiostro dell’Auditorium)
Metuo (live)
Efterklang (concert)
Apparat (live set)
Chateau Flight (dj set)
Dance elettronica – Sabato 26 Luglio (Chiostro dell’Auditorium e Auditorium)
Cinnaman (dj set)
Francesco Tristano (pianoforte + laptop solo)
Upperground Orchestra (concert)
Aardvarck (live)
Andy Stott (live)
Redshape (live)
Efdemin (dj set)
SIDSEL ENDRESEN + JANG BANG

Sidsel Endresen è in prima linea sulla scena musicale norvegese da più di due decadi. Inizia spaziando dalla fusion al jazz-rock negli anni ‘80, passando per l’improvvisazione vocale con il trio ESE negli anni ‘90, fino ad arrivare all’elettronica. Dal 1984 ha realizzato numerosi progetti collaborando con moltissimi musicisti jazz, sia norvegesi che internazionali, come Nils Setter Molvaer, Bugge Wesseltoft, Jon Balke, Djago Bates, Christof Lauer e Trygve Seim. Ha all’attivo ben 16 album, ha fatto da voce solista per band, cori, orchestre sinfoniche, colonne sonore di film e partecipato a performance multimediali di teatro e danza. Sidsel Endresen ha ottenuto il consenso della critica e molti riconoscimenti internazionali: quattro Norwegian Grammies, the Buddy Award (premio Norway’s highest Jazz), l’Oslo City’s Artist Award.
APPARAT

Se si pensa ad un musicista elettronico contemporaneo, che sappia unire sperimentazione e dance, il primo nome che viene in mente non può che essere Apparat. Sascha Ring (suo vero nome) segna il suo percorso artistico con la creazione dell’etichetta Shitkatapult, insieme al visionario musicista Marco Haas, in arte T. Raumschmiere. La sua ascesa è stata formidabile, in poco tempo sono usciti ben quattro album, Multifunktionsebene, Duplex, Orchestra of Bubbles e l’ultimo Walls. In Orchestra of Bubbles collabora con la reginetta della techno Ellen Allien, ottenendo un album di altissima qualità, che rimane uno dei dischi di musica elettronica più venduto degli ultimi anni. Anche la nostra Gianna Nannini rimane folgorata durante un suo show e Apparat decide di remixare Contaminata; ha collaborato anche con i Giardini di Mirò, con i Modeselektor e con un altro grande astro nascente, Francesco Tristano. Nelle sue esibizioni dal vivo gioca fobicamente con algoritmi elettronici stratificati sfornando un campionario di micro-techno dalla battuta frenetica ma sfuggente. L’utilizzo di sintetizzatori per le trame di sottofondo, traduce la confusione in flusso di immagini mentali, rendendola poi comunque la sensazione regina su cui imbastire pattern complessi e suoni ad intermittenza affilatissimi e carezzevoli.
MATIAS AGUAYO

Vive tra Buenos Aires e Parigi, fa il dj, produce musica e si esibisce in concerti da solo o insieme a Marcus Rossknecht, attraverso il comune progetto “BROKE!”. Nato nel 1973 a Santiago del Cile, si è formato musicalmente a Colonia, in Germania, dove ha trascorso gli interi anni ’90, contribuendo alla scena musicale di una città che ha avuto un ruolo decisivo sullo sviluppo della dancemusic. Era lì sia come dancekid sia come dj (ad esempio del leggendario Liquid Sky Club), sperimentando la creazione di nuovi stili musicali, contribuendo ad organizzare party e coinvolgendosi in produzioni musicali come per il progetto Zimt (con Michael Mayer, 1997). Ben presto Matias si presenta con un nuovo progetto: Closer Musik (con Dirk Leyers), che porta in tour nei club di tutto il mondo, esibendosi in liveset e approdando anche a Buenos Aires, in Argentina – dove rimane per lungo tempo e che non ha mai abbandonato definitivamente, allestendo temporanei spazi nei club come “juventud clandestina” (gioventù clandestina) e “hoy” club -; una fase questa riflessa nell’album “Are You Really Lost” (Kompakt, 2005). La sua principale attività oggi consiste nell’organizzare party gratuiti per le strade con gli amici Ladybumbox, Gary e Pablo, i leggendari party “bumbumbox” nelle capitali e nelle più grandi città del Sud America (Buenos Aires, Rio de Janeiro, Asuncion in Paraguay, Medellin in Colombia, Santiago del Cile, ecc…). Nei suoi djset (che sono in parte anche liveset, se si considera l’integrazione del canto e di qualche strumento), Matias celebra la sua visione della musica dance, con intensità e sensualità, notti dove le persone ballano tra visioni futuristiche di case underground, techno notturno e provocante, e ovviamente tante inedite tracce musicali. Matias Aguayo sta attualmente lavorando ad un nuovo album e nuove uscite di 12″ stanno per uscire con Kompakt e Souljazz Records.
METùO

METùO è un progetto di creazione di atmosfere multisensoriali (suoni-odori-immagini) che prende forma e vita nel dicembre 2006 e gravita attorno alle energie di alcune persone, con l’idea di sviluppare contenuti di vario genere a seconda dei differenti contesti. La parola MetùO deriva dal greco antico e racchiude in sé tre significati, quali essere fuori di sé, pieni di ebrezza e pieni d’amore. Il progetto si posa sulla presenza costante di Giorgia Angiuli (laptop, chitarra acustica, toys, keyboard, voce, odori) e Tommaso Bianchi (produzione artistica, direttore di Sonic Lab studio). Le loro collaborazioni: Stefano Benardi, Blanche Vj, Amelie Labarthe, Ninca Leece, Madame P, Autobam, Ether, Jason Ajimian. Ecco alcune parole che possono farci immaginare la loro performance: “Suonare e osservare qualsiasi tipo di oggetto, purché sia dotato di grazia! L’importanza dell’estetica, la scoperta di un pianeta cromatico, forse illusorio ed effimero ma tremendamente tenero e grazioso. Suonare, toccare guardare, odorare…semplicemente IMMAGINARE su un pentagramma spontanaeo, timido e carico di groove”. Nella performance Massimo Ottoni, l’artista visuale, crea figure, personaggi, ambienti in tempo reale usando le mani come pennello e la sabbia come colore. La sabbia lanciata sul piano luminoso, ripresa dalla telecamera e proiettata sul grande schermo, porta lo spettatore in un mondo figurativo/narrativo, a tratti informale, che chiama a sé la musica realizzata dal vivo, oppure la segue in un alternarsi di situazioni e di storie raccontate dall’immagine e dal suono.
EFTERKLANG

Amici d’infanzia, Casper Clausen, Mads Brauer e Rasmus Stolberg sono cresciuti nella piccola isola danese Als, vicino al confine tedesco. Pieni di ambizioni giovanili, i tre si trasferiscono a Copenhagen e insieme a Rune Molgaard e Thomas Husmer nel dicembre del 2000 diventano gli Efterklang. Ben presto la band si inventa un metodo di lavoro autosufficiente che ancora oggi applica in tutto quello che fa: scrivere, registrare, produrre e organizzare ogni elemento della musica e delle performance, dal loro bunker di Copenhagen. Con la realizzazione di Tripper nel 2004 gli Efterklang si stagliano nel panorama musicale indie come una band fuori dagli schemi. Il disco unisce voci, ritmi elettronici, arrangiamenti per archi in un movimento orchestrale carico di emozioni e di fioriture romantiche, canzoni che, come un’enorme parata che sfila tra gli ascoltatori, stupiscono e trascinano nel loro caleidoscopico mondo musicale. Tripper è stato l’album di debutto che ha venduto di più nella storia dell’etichetta The Leaf Label e gli Efterklang sono diventati una della band danesi più amate (Under Giants Trees ha debuttato al numero uno della classifica danese). Dallo scorso autunno, in occasione dell’uscita dell’album Parades, portano il loro sbalorditivo live in un tour mondiale che sta toccando tutti i continenti e i festival più importanti.
CHATEAU FLIGHT

Nella storia della musica dance elettronica europea ci sono musicisti e dj che più di altri hanno lasciato un segno. Un posto speciale spetta di diritto allo storico duo francese composto da Gilb’r, fondatore dell’etichetta Versatile e dj di successo, e da I:Cube, riconosciuto genio della musica elettronica. Château Flight è il banco di prova dove si confrontano le esperienze musicali delle loro due diverse anime e i rispettivi stili si intrecciano: Kraftwerk, Maurizio, Steve Reich, Underground Resistance per I:Cube; hip hop, musica nera, afro beat, electro, Krautrock e psichedelia sul versante Gilb’r. Il punto d’incontro: il comune gusto per l’assurdo, il nonsense britannico e la sperimentazione, elementi che caratterizzano entrambi i loro due album, Puzzle e The Meal. La ricerca costante di effetti e tastiere vintage, combinata all’impiego delle più recenti tecnologie di registrazione e composizione, dona un’anima e un’atmosfera profonda e complessa alla musica di Chateau Flight. Innumerevoli gli artisti remixati, ne citamo solo alcuni: Daft Punk, Telex, Leftfield, Bebel Giberto, Femi Kuty, Manu Dibango, Serge Gainsbourg.
FRANCESCO TRISTANO

Nato nel 1981 in Lussemburgo, Francesco Tristano Schlimé “convive” con la musica da sempre. Ha frequentato i conservatori del Lussemburgo, di Brussel, Riga e Parigi, prima di entrare alla Julliard School, dove si è diplomato con il titolo di Bachelor and Master of Music. La sua profonda e matura cultura musicale gli permette di combinare con insolita semplicità il suo amore per la musica classica, il jazz, la musica contemporanea, l’improvvisazione e la composizione. Come solista, ha debuttato nel 2000 negli Stati Uniti con Mikhail Pletnew e la Russian National Orchestra. La ricerca e la voglia di sperimentare lo conducono fino ai ritmi della techno, che magicamente riesce a trasportare al piano; nel 2006 esce Not For Piano, l’album in cui rivisita alcuni dei più grandi successi della musica techno e house in chiave pianistica. Il risultato è sorprendente e gli vale il successo planetario. Il famoso compositore messicano Murcof lo invita in una eccezionale esibizione al Sonar 2007 a Barcellona. La leggenda vivente Carl Craig si accorge di lui, gli remixa il singolo The Melody e gli affida il ruolo di pianista nelle rare esibizioni della storica Innerzone Orchestra.
REDSHAPE

Redshape è sicuramente uno dei più grandi talenti della techno in circolazione. Tracce come Steam, Unfinished Symmetry, Dog Day, Telefunk, Misc Usage, Shaped World, suonate e strasuonate in tutto il mondo e presenti nelle top ten delle più autorevoli riviste elettroniche, hanno sicuramente lasciato il segno. Il suo modo di concepire la techno è risultato come uno dei più innovativi e sorprendenti. Un suono oscuro e deciso con richiami alla house vecchia scuola e al minimalismo moderno; qualcuno lo definisce “future funk”. Suona esclusivamente live e indossa una maschera rossa, per salvaguardare la propria identità nella vita di tutti i giorni e dare risalto all’effetto “Mensch Und Maschine” di matrice Kraftwerkiana nelle sue esibizioni.
ANDY STOTT

L’ascesa di Andy Stott è stata travolgente e gli ha procurato un rapido successo grazie alla singolare miscela di suoni puliti e fragili melodie, combinati a coniare uno stile personalissimo. Stott comincia subito a prendere lezioni di piano e acquista una Roland D-10. Il suo percorso evolutivo si intreccia con quello dell’artista e concittadino Mark Stewart, aka Claro Intelecto, e l’etichetta Modern Love costituisce il punto d’incontro tra i due e il suono della loro città Manchester. L’album di debutto Merciless mostra una varietà di sonorità che spazia dal dubstep più duro e contorto al piano opportunamente trattato, passando per variazioni techno-minimali. Stott sperimenta ed esplora una moltitudine di stili differenti e al contempo imprime a ciascuno di essi un’impronta che lo contraddistingue e lo salvaguarda dall’essere “uno dei tanti”.
AARDVARCK

Aardvarck, al secolo Mike Kivits, è uno dei produttori olandesi più prolifici e conosciuti al mondo. Attivo già dalla metà degli anni ‘80, appartenente al duo Rednose Distrikt, è uscito su etichette di culto del panorama underground mondiale come la Rush Hour e la Delsin. Il suo album CultCopy è una vera e propria perla, un confluire di ritmiche spezzate, accenni techno, chicago, house, disco, afro, ambient, un album davvero al di fuori delle righe che ha ricevuto apprezzamenti in tutto il pianeta. Il brano che ha dato il nome all’album è stato remixato da Quince, 2000 & One e Dexter ed è stato suonato dai migliori dj del mondo. Ascoltare un suo dj set può sembrare come cambiare le frequenze di una radio, un continuo mutamento di stili e di sonorità che lo rendono davvero eccentrico e unico!
CINNAMAN

Cinnaman già all’età di 12 anni comincia a comprare vinili e a dilettarsi con i piatti. Il risultato non poteva che essere una notevole collezione di vinili e un’invidiabile tecnica di mixaggio. Artista poliedrico ed innovativo, riesce a miscelare qualsiasi genere, passando con disinvoltura dalla musica brasiliana alla dubstep, dall’hip hop alla broken beat, dal soul all’electro. Ben presto la storica etichetta olandese Rush Hour si accorge di lui e delle sua capacità, affidandogli la prima uscita della serie Beat Dimension, una collana di mixati in cui gli artisti danno sfogo a tutto il loro eclettismo e possono sviscerare il loro background; per Beat Dimension vol. 1, Yuri (questo il suo vero nome) viene spalleggiato da Jay Scarlett, dj inglese del sound system di Steve Spacek, ed il risultato è una selezione di dischi di grande raffinatezza, musica di strada ma ricercata, dal sapore retrò e al contempo futurista. Beat Dimension riceve critiche e commenti positivi da tutto il mondo, tanto che lo storico Sonar Festival di Barcellona nella scorsa edizione ha deciso di proporlo live.
EFDEMIN

Phillip Sollman, in arte Efdemin, è senza dubbio uno dei migliori produttori di musica da club in circolazione. L’autorevole web magazine Residentadvisor l’ha eletto produttore dell’anno nel 2007 e i riconoscimenti per il suo omonimo album di debutto sono trasversali. Questo grazie alla sua capacità di conciliare il minimalismo tedesco e le sonorità techno-dub tipiche del maestro Maurizio e di etichette come Chain Reaction e Basic Channel, con il suono caldo e deep della house vecchia maniera di Chicago e Detroit. Atmosfere sospese e ambient, derivate da quel suono liquido e profondo, caratteristico dell’etichetta in cui incide, la berlinese Dial, una delle label più quotate, che annovera tra le sue fila produttori come Lawrence, Carsten Jost e Pantha du Prince. In dj set riesce a raccogliere quanto di meglio l’attuale scena propone, con una tecnica di mixaggio incredibile e un ritmo incalzante ed avvolgente, caratteristiche che gli consentono di essere resident in uno dei club più famosi e più belli del mondo, lo storico Panorama Bar di Berlino.
Sito ufficiale: www.dancityfestival.com
MySpace: http://www.myspace.com/dancityfestival
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1 Commento a “Dancity Festival 2008 [Foligno] – 24+25+26 Luglio 2008”
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