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StreamFest [Fiera di Galatina - Lecce] - 07 + 08 Agosto 2008

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Giovedì 7 e Venerdì 8 Agosto 2008 nei padiglioni della Fiera di Galatina e del Salento va in scena la seconda edizione di StreamFest, un festival dedicato alla musica elettronica, alle culture digitali e alle diverse forme di interazione tra video musica e nuovi media.

L’evento sarà dedicato alla divulgazione dei valori e dei contenuti della cultura del presente, accessibile al grande pubblico, offrendo nuovi spazi di visibilità e circolazione ai fenomeni dell’arte elettronica contemporanea attraverso dj/vj performance, installazioni e spettacoli teatrali multimediali.

Una straordinaria kermesse, luogo ideale di incontro tra differenti provenienze geografiche e differenti stili di vita, attraverso la quale il Salento, grazie anche al suo ricchissimo patrimonio storico-artistico, paesaggistico, demoantropologico ed enogastronomico, potrà rilanciare la sua vocazione turistico-culturale.

StreamFest intende contribuire a fare del Salento, estremo sud-est d’Italia, una porta verso l’Europa che si affaccia sul bacino del Mediterraneo proponendo l’evoluzione culturale dei media in chiave di entertainment.

La sezione musica di Streamfest punterà l’attenzione in modo pressoché esclusivo al fenomeno dell’elettronica in tutte le sue forme, coinvolgendo artisti di livello internazionale e creando, per questa edizione, un ponte con la città di Berlino, nel tentativo di collegare artisticamente il Nord e il Sud d’Europa.

Tra gli ospiti del festival spiccano nomi come Ellen Allien, Bruno Pronsato, Deadbeat, Thomas Brinkmann, Akiko Kiyama, A Guy Called Gerald, Minimono, Sonoteque, Supernova, Insintesi, Ivano Collalti, Skizzo, Dario Lotti e Luciano Esse. I visual saranno curati tra gli altri da WerkDesign, Virgilio Villoresi, In Flux.

Una programmazione che intende rivolgersi a un pubblico vasto attraverso nuovi linguaggi audiovisivi che possano suscitare una partecipazione mentale e fisica, attraverso la creazione di ambienti dove non solo fruire musica ed immagini, ma godere di un esperienza più interattiva e totalizzante.

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ELLEN ALLIEN

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Notoriamente berlinese ma in realtà cittadina del mondo, Ellen Allien è dj, produttrice e discografica: per la sua etichetta Bpitch Control ha pubblicato i tre album “Stadtkind”, “Berlinette” e “Thrills”, oltre ad aver scoperto e messo sotto contratto importanti produttori come i Modeselektor, Kiki, Tomas Andersson e Sascha Funke. Affermatasi come figura centrale del suono elettronico mitteleuropeo attraverso l’incessante attività di dj e le sue produzioni, Ellen continua a ridefinire la sua identità attraverso le più varie ed innovative sfumature del suono techno -sul suo sito descrive il proprio stile come “hypnotic sequencies/elechtech/abstract” e condividendo questa passione con il suo sempre più numeroso ed attento pubblico. La techno come “musica del futuro”, come simbolo dei cambiamenti testimoniati direttamente da Ellen nella sua Berlino quali effetti derivanti dagli eventi del 1989: la caduta del muro ha dato slancio alle occupazioni di spazi, ai più originali impulsi creativi e al rinnovamento culturale di cui Berlino sta tuttora beneficiando, fino ad essere definita da qualche anno l’ideale capitale della musica elettronica mondiale. Dopo aver prodotto un remix per Beck (”Cellphone’s Dead“), nello scorso maggio Ellen ha pubblicato una compilation missata per la collana curata dal noto club londinese Fabric -la 34a della serie-, con una spettacolare scaletta che spazia da Larry Heard ai Cobblestone Jazz, da Thom Yorke al suo collaboratore Apparat (con il quale nel 2006 aveva firmato l’acclamato album “Orchestra Of Bubbles”), mentre è uscito alla fine del 2007 il suo ultimo singolo su Bpitch Control, intitolato “Go“.

THOMAS BRINKMANN

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Due cose su Thomas Brinkmann sono note ai più: la prima è che il musicista tedesco è uno dei più innovativi sperimentatori sonori degli ultimi vent’anni all’interno delle scena minimal techno, la seconda è che proprio per questo motivo è sempre rimasto un artista ai margini del grande giro, dei cachet da capogiro, delle tournè mondiali, delle produzioni più o meno commerciali. Thomas Brinkmann è ciò che si può considerare l’antidivo della musica elettronica moderna, sempre così autocelebrativa e di culto, tipico personaggio pionieristico che da sempre lavora nell’ombra, molto meno conosciuto di tanti altri suoi celebrati colleghi, ma proprio per questo più affascinante e sicuramente influente su intere generazioni di musicisti techno. Anche la storia artistica di Brinkmann è una specie di puzzle i cui pezzi sembrano trovare oggi (o per lo meno solo negli ultimi anni) finalmente la giusta disposizione nel quadro generale della sua carriera. Insofferente ai dogmi e alle forme troppo ristrette di disciplina sin da giovane (venne cacciato dalla scuola d’arte di Dusseldorf per le sue idee moderne e radicali), è stato uno dei primi che nei lontani anni ‘80 incominciò a lavorare sulle linee ritmiche della musica elettronica, ottenendo, grazie a un meticoloso lavoro tecnico su strumenti e tecnologie dell’epoca (oggetto di vanto sono i suoi piatti muniti di doppio braccio meccanico, ma molto importante fu anche l’uso di un doppler effect per ottenere sonorità dub) tecniche di remix assolutamente all’avanguardia per i tempi, grooves complessi, effetti sonori sorprendenti, ricerche sulLa voce mai sperimentate. Il tutto unito a uno stile e a una sensibilità innati. In anticipo sui tempi di almeno un decennio, fu solo nel 1997 che però Thomas Brinkmann fece della sua attitudine una vera professione, grazie ai remix pubblicati per Plasticman (suo mentore nel sentiero della musica techno minimale) e per il conterraneo Mike Ink. Da quel momento la carriera di Brinkmann ebbe una svolta, sia in termini commerciali con la nascita della sua prima Label, la Ernst oggi diventata Max-Ernst, sia in termini artistici grazie a una serie di lavori prodotti sotto diversi pseudonimi (Ernst, Esther Brinkmann, Soul Center sono solo alcuni dei più conosciuti), sempre nel solco di una ricerca sonora a cavallo tra sound art, sperimentazione e attitudine dance. Tantissime produzioni, dalla pionieristica serie monotona e ultra minimale, conosciuta per le copertine arancioni dei vinile e i nomi di donna nei titoli, alle esplorazioni techno-funk più recenti, passando per gradini intermedi e coraggiosi, come il progetto Soul Center, che hanno sempre rivelato l’indiscusso talento di Brinkmann nell’ utilizzare innesti e variazioni sia sulle trame ritmiche così come sulle ambientazioni dei suoi pezzi. Due lavori negli ultimissimi anni lo hanno portato però nell’olimpo dei grandi: Klick del 2001, compendio maturo di anni di ricerca e di estetica glitch minimale, e Tokyo + 1, più incentrato su una profonda e definitiva ricerca sul suono. Brinkmann è forse giunto oggi a un ulteriore punto di svolta, seguendo una nuova frontiera pop melodica e minimale, come riflette il suo ultimo lavoro Lucky Hands e come emerge dalla sua recente collaborazione con la musicista georgiana TBA.

A GUY CALLED GERALD

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Nato il 16 febbraio del 1967, Gerald Simpson inizia il suo innovativo viaggio fra musica techno e house con il gruppo di Manchester 808 State. Alla fine degli anni ‘80 Gerald lascia la band per dedicarsi ad una carriera da solista. Il suo primo lancio, “Voodoo Ray”, resta quello di maggiore successo fino ad oggi. Per la Sony Records continua a produrre una serie di album, ma alla fine la casa lo abbandona. Non molto dopo riemerge con “28 Gun Bad Boy”, che produce con la sua propria label Juice Box. Questo LP ? uno stadio importante nell’evoluzione di questo genere in drum’n'base. Ultimamente si e’ trasferitoa Berlino per un altro viaggio verso sonorita’ tech House con release su Beatstreat e in uscita su Perlon collaborando con artisti come Mia e Cassy. La prossima estate sarà in tourneè per i maggiori festival europei con il suo progetto di Live Band, A Band Called Gerald, dove performera riarrangiate 20 anni di successi.

BRUNO PRONSATO

Nell’ anno 2005, Bruno Pronsato (aka Steven Ford), ha raggiunto il picco estremo dell’ espressione “techno sperimentale”. Originario di Seattle, Pronsato ha mantenuto di recente alta la sua fama attraverso produzioni e performances che hanno catalizzato su di lui l’attenzione di pubblico e djs come uno dei piu’ straordinari artisti minimal e non solo del Globo. Le releases per etichette come Orac, Musique Risquee, Milnor Modern, Philpot e Telegraph, da aggiungersi al tour che lo ha visto esibirsi in Germania, Svizzera, Mexico e Usa fino al trionfante live set del Mutek Festival, hanno elevato il suo nome e costruitogli attorno una fama di livello internazionale. Pronsato offre nei suoi lives una trama di loops&samples spezzati scossi e ridondanti capace di creare un’atmosfera di suspense e disorientamento come un Miles Davis del laptop. Le tessiture sonore e gli incastri ritmici possono essere comparati al lavoro meticoloso di un dipinto di Kandisky. Le sue composizioni sono originali, erotiche e lunatiche, capaci di condurre il dancefloor verso nuovi livelli di movimento.

DEADBEAT

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Deadbeat all’anagrafe Scott Monteith, è un altro artista che ci ha regalato quella terra proficua di talenti di matrice techno qual è il Canada. Nativo di Montreal, Deadbeat ha coniato un proprio stile personale, minimale e caldo allo stesso tempo, uno dei fiori all’occhiello della etichetta berlinese Scape. Il suo minimalismo elettronico, coniugato con la musica di matrice tribale (in particolare giamaicana) ha creato quell’amalgama sonoro che potrebbe essere descritto come dub spaziale: echi di Bob Marley su tappeti onirici di musica d’ambiente, sorretti dal pulsare imperterrito del basso sintetico e dal ritmo al silicio delle macchine digitali. Le sue indimenticabili esibizioni sui palchi dei migliori festival mondiali, dal Sonar di Barcellona, al Mutek di Montreal, sono mantra ritmici e portentose esperienze per un pubblico eterogeneo, dagli sfrenati ravers, ai sedentari ascoltatori audiofili, il perfetto punto d’incontro tra il pathos dell’imperfezione umana, e l’impeccabilità dell’apparecchio digitale. Cinque album all’attivo, la maggior parte per la label Scape (label culto per la ricerca della musica dance elettronica) ed un numero sconsiderato di singoli. Il suo ultimo lavoro è a testimonianza del suo genio senza mode, ‘Eastward On To Mecca’ per l’etichetta Wagon Repair di Matthew Jonson (Cobblestone Jazz) e Konrad Black, attualmente l’etichetta in assoluto più seguita dagli appassionati di musica elettronica.

AKIKO KIYAMA

Akiko ha 25 anni e viene dal Giappone. Lì, a 14 anni si è accostata alla musica: prima Drum’N’Bass, poi la tanto amata techno. E’ del 2002 la sua prima traccia, fatta ascoltare per la prima volta al pubblico di Tokyo. Due anni dopo, nel 2004, esce per la Sud Electronic il suo primo EP, Dimension, e nel 2005 una della sue tracce viene scelta da Richie Hawtin per il suo mix DE9 Transitions. Poi, nel 2007, Akiko cambia aria, si trasferisce a Berlino e il suo nome compare sulle etichette Safari Electronique, Contexterrior, Lick My Deck e Neopren.

MISS FITZ

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Maayan Nidam aka Miss Fitz ha suonato e prodotto musica sin dal 1999. Le sue produzioni sono uscite su Raum Musik, Freak n’Chic, Kalimari come Uli Kunkel (insieme a Shaun Reeves & Lee Curtiss), e Archipel CA, dove i suoi lavori sono stati remixati da Ricardo Villalobos, Jeff Samuel, Ryan Crosson, Mossa, Pheek, Spasm e tanti altri. Nonostante risieda a Berlino, Fitz è sempre in movimento, proponendo un mix di house underground e techno in giro per il mondo in clubs di massimo livello come il Colors Studio a Tokyo, il Robert Johnson di Francoforte, il Wolf+Lamb in New York, il Mono-club di Amsterdam, ed ha preso parte ad importanti Festival quali la rassegna Club Transmediale a Berlino, l’Air Festival Switzerland e moltissimi altri ancora. Miss-Fitz gestisce inoltre le sue personalissime ’Space Mokeys Unite!’ nights al Watergate & Arena Club di Berlino ed in vari locali a rotazione a Londra. Quando non ha le cuffie in testa la talentuosa Fitz lavora come giornalista per la rivista tedesca Vice Magazine e pubblica articoli su Underground-Amputations. La sua ultima fatica è l’Ep “Hawaii via Miami” su Raum Musik (Kompakt) che conta anche un remix ad opera di Ricardo Villalobos.

MINIMONO

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Minimono nasce a Firenze nel 1997 come gruppo multimediale impegnato in attività performative e nell’organizzazione di eventi per giovani artisti dalle più svariate attitudini (dj sets, video proiezioni, teatro, danza). Nel 2003 ha inizio la collaborazione tra Fabio della Torre, dj dal ‘95, ed il musicista elettronico Ennio Colaci, con un passato da batterista. Le loro esperienze musicali si fondono in tracce che uniscono alla funzionalità per il dancefloor, melodia ed elementi soul e funk. Cio non sorprende considerando le loro influenze musicali da George Clinton a Thelonius monk, assieme a nomi piu aspettati come Roobert Hood e Daniel Bell. Il range sonoro di minimono, spregiudicato e solare, ironico, ricco di dettagli colorati, è comunque sempre molto ampio, ed ha portato il duo fiorentino a produrre su numerose e rinomate etichette quali Telegraph, Tenax, Safari Electronique, Tuningspork, Ethique e Loveletters from Oslo. Tracce prodotte con qualità che, fedeli allo spirito funk e old-school , risultano molto dance e appetibili per tutti i tipi di clubbing. Il loro live set è d’effetto: laddove Fabio, con l’esperienza da dj, muove i loops e le linee di groove, Ennio interviene con samples ed effetti comandati in realtime da software e strumenti midi a percussione. Il risultato è asciutto ed elegante, groovy e teso, dall’inizio alla fine! Hanno recentemente ottenuto una residenza all’Arena club di Berlino.

SONOTHEQUE

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Il progetto Sonotheque nasce sul finire del 2005 dall’ incontro dei due producers David Campanini e Alexi Dendias. Mantenendosi sull’onda di quell’ hype che sta sconquassando il terreno fertile della techno e dell’ house, hanno saputo creare tracce dal feeling sperimentale, sotterraneo e spirituale, oscure e sexy allo stesso tempo. Il loro stile è un mix di analogico e digitale, ritmico ma con un’attenta ricerca della melodia, con un tocco di jazz e funk. Creatori della label Sunplay, producono anche per la Tenax di Alex Neri. Entrambi, con diversi background, Alexi viene dalla trance piu sinfonica, mentre David è stato uno dei produttori del progetto elettrohouse Kíun Experience per l’etichetta DeClub, hanno saputo legarsi alle sonorita contemporanee, fondendo i loro intenti compositivi in uní amalgama perfetta che senza dubbio lascia incollati al dancefloor.

DARIO LOTTI

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Dario Lotti inizia la carriera come dj nel lontano 1982, il suo genere di riferimento è la musica house, amore che lo accompagna ormai da moltissimi anni. Il suo nome è legato a filo diretto con uno dei locali culto in Italia, il Guendalina di Lecce, dove ogni estate passano i migliori djs internazionali. Al Guendalina tutti rimangono affascinati dalla stupenda cornice naturale, una vera e propria arena completamente all’aperto con un’acustica da lasciar a bocca aperta. Dario ha avuto modo di suonare con nomi del calibro di Little Louie Vega, Deep Dish, T.Humphries, D.Morales, F.Knuckles, Satoshi Tomie, R.Sanchez, E.Morillo, Hector Romero, Tedd Patterson, Kenny Carpenter, Ricky Morrison, Paul Trouble Anderson, Seamus Haji, Xpress 2, Steve Lawler, Nic Fanciulli, Dj Ralf. Dario Lotti vanta numerose apparizione come special guest in locali culto stranieri come, negli Stati Uniti, il Velvet, Motor Lounge, Club128, Nikki Beach, Club 320 Elevations. In Svizzera, Dario ha suonato al Diams Club, D!Club, mentre in Spagna al Tito’s. Non mancano inoltre le collaborazioni con i migliori locali/organizzazioni italiane: Plastic, Nobody’s Perfect, Prince, Pascià, Matis, Kinki, Chalet delle Rose, Angels of Love, Divinae Follie. Dario Lotti, oltre che essere un dj, è anche produttore e vanta uscite in vinile e compilation dal 1993 fino ad oggi. Suo socio nell’ultimo progetto Jack In The City è Guido Nemola, insieme sono usciti su pretigiose etichette straniere quali: Junior Boy’s Own, Loud Bit , Spectrum, 11/8.

SKIZZO

Simbiosi, dinamicità e sinergia: tre delle caratteristiche più importanti che definiscono Antonio Raffaele Lananna a.k.a. SK Skizzo dj. Il rapporto simbiotico e la passione innata per la musica lo portano a misurarsi da sempre con generi, suoni e novità che danno vita ad uno stile unico in cui riesce ad equilibrare armonicamente percezione e realtà, uno stile che ammette prospettive diversificate e lascia spazio alla pluralità di interpretazioni. La globalità della sua persona riesce a fondere insieme sonorità electromelodiche e ritmiche minimal- techno senza l’esclusione di contaminazioni. Si lancia nel flusso eterogeneo della musica nel 1989, quando vince la sua prima gara DMC, da cui ne consegue il nome d’arte Skizzo, dedicandosi all’arte dello scratch. La dinamicità del suo essere gli permette di dar vita a collaborazioni come quella con il Clorophilla, prima forte realtà underground del sud Italia conosciuta in tutto il mondo. Da qui il binomio Skizzo - Clorophilla sinonimo di affidabilità, meticolosità nella ricerca dei particolari nonché sicurezza del successo di proposte sempre nuove e diversificate. Già dj resident del Clorophilla, nella sessione invernale conduce la consolle del Don Giò @ Cromie, nuova proposta fra le tendenze musicali presenti sul territorio. Con “Musica e Parole” si occupa del settore underground nell’organizzazione di eventi. La sinergia tra le molteplici attività lo affermano come produttore nel 1995 con uno svariato numero di vinili e compilations fra cui “Clorophilla vol. I” e “Clorophilla vol.II”, “Walking”, “Small town boy”, “Porrito libre”. Fonda successivamente un’etichetta propria la SK recordings, progetto dedito a far convergere pubblicazioni e produzioni delle proprie tracce con quelle di nuovi talenti del panorama nazionale ed internazionale. E’ official performer per aziende come Rane, Ecler, Denon, Urei. Attualmente collabora con la Nochescabrosa di radio Deejay. Partecipa a numerosi festival come Elita Festival a Milano, Guendalina Music Festival e Salento Music Festival a Lecce. Arricchisce il suo background lavorando fianco a fianco con djs nazionali ed internazionali come Richie Hawtin, Luciano, Tania Vulcano, Ellen Allien, Carl Craig, Ralf, Claudio Coccoluto e JT Vannelli. Gira con i suoi dj sets in svariati club italiani come La Gare di Torino, Touqueville, Shocking, De Sade, Gasoline di Milano, New York Jazz di Treviso, Prince di Riccione, Goa di Roma, Angels of Love di Napoli e Taitu di Catania, ed internazionali come Cosmobar di Londra e Underground di Ibiza.

LUCIANO ESSE

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Luciano Sambati, aka Luciano Esse, da sempre profondo conoscitore della musica in tutte le sue espressioni, nel 1990 comincia a lavorare come PR con l’ Enjoy Group, l’organizzazione capitanata da Checco Bascia’, Toto’ Brani e Tuzzi che in quegli anni cambio’ il modo in cui la musica house veniva percepita nel sud italia. Nel 1995 si unisce ad House Essentials e diviene uno dei migliori promoters della Puglia. Deluso dalle aspettative di quest’ultimo gruppo decide di cambiare radicalmente e si unisce allo staff del The Flame, convinto di poter esprimere in pieno le sue ideologie rivoluzionarie nei confronti della scena underground. E cosi’ accade. Nel 2001 inizia ad avere i primi contatti con i decks e il vinile e decide subito di trasferirsi a Londra per poter approfondire ulteriormente la sua conoscenza musicale, ma anche e soprattutto perche’ sa di poter avere la possibilita’ di scelta a 360 gradi per cio’ che sara’ l’inizio della sua carriera da dj. In effetti, dopo una breve gavetta, viene subito notato dagli organizzatori del Trauma (Turnmills), dove diventa resident dj. Da li’ in poi iniziano una serie di appuntamenti tra le piu’ importanti serate gay londinesi, come il Familia (Turnmills), Hung (The Arches), Hung (Crash), Pre-party DTPM (Fluid). Famosa anche la sua one night Down Below (ora ZUM)@ Cosmobar che continua ad ospitare dj’s del calibro di Paco Osuna, Ambivalent, Alexi Delano e tanti altri. Da novembre 2005 e’ resident dj del The Flame Music Department (Milano), ogni venerdi all’Amnesia Milano. Il momento piu’ importante della sua carriera arriva il primo aprile del 2006 quando e’ uno degli unici italiani a poter avere il grande onore di suonare al Fabric di Londra, data seguita da numerose altre nei mesi seguenti. Nell’estate del 2006 diventa uno dei djs resident della crew “Vitalik” nelle domeniche Ibizenche del We Love Sundays at Space. Ha suonato al fianco dei piu’ grandi djs, quali Craig Richards, Richie Hawtin, Ricardo Villalobos, Jeff Mills, Danny Tenaglia, Ivan Smagghe, MR C, Steve Bug, James Holden e tanti altri. Il suo sound parte dalla Techno fino ad arrivare a contaminazioni Acid e Minimal. Recentemente ha pubbliclato su Safari Electronique ed è programmata un altra uscita durante l’estate. Inoltre è in vendita proprio in questi giorni il primo e.p con Toni D sull’etichetta inglese Kailash che vede Mark Broom e Arnaud Le Texier come remixer.

Ingresso: 15 euro con consumazione in prevendita online www.bookingshow.com - 12 euro al botteghino

Sito ufficiale: www.streamfest.org
MySpace: http://www.myspace.com/streamfest

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