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Intervista a Alfa Romero

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Biografia:

Il progetto Alfa Romero nasce dalle mani di Francesco Parra (Eclat) e Marzio Aricò (Prudo) per esplorare la parte più “scura” della dance. Il duo già conosciuto per le produzioni e remixes a nome Eclat & Prudo su label del calibro di Moodmusic (GER), Dirt Crew Recordings (GER), Music For Freaks (UK), PIAS (UK), Trapez (GER) e altre, orienta il suo sound verso una tech-funk basata su ritmiche solide, tracce essenziali e un forte senso del dancefloor. Per certi versi si potrebe definire minimal house ma loro prefiriscono chiamarlo semplicemente funk!
Le produzioni ed i remix targati Alfa Romero sono stati supportati da i migliori dj internazionali come Marco Carola, Ricardo Villalobos, David Duriez, Dirt Crew, MANDY, Troy Pearce, Karotte e molti altri.
Dal vivo Alfa Romero propongono un mash-up tra un dj set ed un vero e proprio live facendo interagire vinili e computers in un continuum ritmico che diventa micidiale per ogni dancefloor.

CML: Ciao ragazzi, benvenuti su CML!
E: Cazzo, bel posto CML!
P: Grazie a voi per l’invito.

CML: Parlando dei vostri esordi sappiamo che Marzio (Prudo) ha iniziato a suonare verso la seconda metà degli anni novanta, Francesco ha iniziato con il duo insieme a Scary Grant nel 2001. Come e quale è stata la vostra gavetta?
E: Hm, diciamo che la gavetta non finisce mai…nel senso che cerchi sempre di spingerti quel tantino oltre, di migliorare quello che hai fatto fino ad adesso.
P: Dopo anni di chitarre elettriche e capelli lunghi, mi sono imbattutto nella musica elettronica. Dopo qualche anno di prove varie, un paio di dischi di “confine” e approfittando della collaborazione con Eclat, mi sono tuffato nel mondo della dance. La prima uscita risale ormai al 2004. Da allora disco su disco ho costruito la mia gavetta, ma non è ancora finita. eh eh.

CML: Già nel 2001 Francesco (Eclat) partecipava a un duo con Scary Grant. Come mai si è conclusa questa collaborazione?
E: Problemi logistici. Nient’altro. Con Giulio siamo in ottimissimi rapporti ma vivendo in due città diverse e lavorando entrambi, diventava sempre più difficile trovare del tempo per dedicarci alla produzione. Così, pacificamente, abbiamo deciso di continuare da soli. Io sono rimasto nel “vecchio studio” e lui si è fatto un altro studio a livorno, sotto casa :)

CML: Parliamo di Alfa Romero. Com’è nato questo duo?
E: E’ stata una cosa naturalissima. Con Marzio ci conosciamo da quasi 20 anni, condividiamo lo studio da 5 anni…lavorare insieme è stato ovvio….e poi con Marzio è impossibile litigare :)
P: Francesco ha pienamente ragione, non se ne poteva fare a meno. Era cosa praticamente dovuta al mondo intero, sia per affinità artitistiche che umane.

CML: Digitando il vostro nome su Google mi è apparsa una lista infinita di pagine sulla Alfa Romeo. Come mai questo nome?
E: Siamo appassionati di Alfa Romeo e siamo anche dei burloni, ogni cosa la facciamo con lo spirito di divertirci, per questo è arrivato il detournament di Alfa Romeo in Alfa Romero…
P: Fondamentalmente a me piaceva dare quel tocco di “italianità” al progetto a partire, appunto, dal nome. La passione e il rispetto storico per delle auto come le Alfa e il gioco che si poteva innescare trasformando così facilmente “Romeo” in “Romero” ha fatto il resto. In più a me faceva molto ridere l’idea di fare il verso a quella mandata di dj ispano-americani notoriamente avvezzi ad un tipo di house più commerciale e scanzonata.

CML: Nella vostra pagina Myspace si legge che con questo progetto avete voluto esplorare una zona grigia. Potete spiegarci meglio questa affermazione?
E: Come Eclat & Prudo avevamo creato un tipo di sound molto ironico, giocoso, colorato basato su riffs buffi…alfa romero ci serviva ad esprimere il nostro lato più “cupo”, più prettamente dance, più serioso per intenderci…..
P: Grigia, come la materia che ci portiamo a spasso nella scatola cranica… eh eh

CML: Credete che rispetto ai vostri esordi sia cambiata la situazione clubber italiana o no?
E: Indubbiamente si, o meglio i club sono più o meno gli stessi, ma adesso ci sono un sacco di nomi in più che circolano nel circuito. Molti artisti hanno avuto il riconoscimento che meritavano.
P: Si si, a me pare ci sia molto più conoscenza e coscienza. C’è ancora da crescere molto comunque.

CML: Gran parte degli artisti italiani pensano che manchi una cultura di innovazione e di “esplorazione musicale”. Voi che ne pensate a riguardo?
E: E’ sempre il solito discorso. In italia si aspetta sempre che qualcosa venga prima riconosciuto all’estero. E’ sempre stato così, ma ormai non è una cosa che ci preoccupa più. Dobbiamo tutti confrontarci con la realtà nella quale viviamo, e la nostra è questa…
P: La cultura di innovazione e di esplorazione musicale in Italia esiste ed è sempre esistita. Il problema è che da sempre si tratta di una cosa ristretta, un circuito parallelo a quello ufficiale…

CML: Avete sfornato musica per moltissime labels internazionali: Music For Freaks, Players Paradise, Select USA, Moodmusic, Pias, Trapez solo per citarne alcune. Potete raccontarci in breve come sono nate queste collaborazioni?
E: L’esordio è avvenuto per puro caso. Producemmo una manciata di tracce e le mandammo in giro a svariate etichette sparse per tutto il globo. Improvvisamente ci chiamò Luke Solomon dicendo di essere interessato a pubblicare il nostro 12″ di esordio…da lì una cosa si è susseguita all’altra senza nessuno sforzo. Una volta che sei entrato nel circuito delle etichette le voci circolano e se il tuo livello di produzione è valido le proposte non mancano mai. Ovviamente ci vuole anche un po’ di culo, come in tutte le cose, del resto…
P: Sì, ma dopo il culo ti devi dare molto da fare, altrimenti si va poco lontano…

CML: Avete inciso per la Titbit, l’etichetta di Davide Squillace. Che differenze avete riscontrato lavorando con italiani e stranieri? (differenze positive!)
E: Nessuna differenza. La differenza sta tra il lavorare seriamente e il non farlo. Titbit è un’etichetta seria, così come lo sonbo le persone che la gestiscono. In più con Davide è nata un’amicizia, che non guasta mai.

CML: Avete partecipato, da soli o in coppia, a vari festival e serate all’estero. Qual’è stata la volta che più vi è piaciuta?
E: Sono state molte le esperienze positive, ma generalmente ciò che rende veramente riuscita una serata sono le persone che la gestiscono, per questo Italia Wave, Play Festival e Distorsoni Sonore sono dal mio punto di vista i festival più divertenti per quel che riguarda il panorama italiano. Stessa cosa vale per i club, ma sono veramente troppi per elencarli…certo le esperienze negative non mancano mai, ma preferisco dimenticarle :)
P: Personalmente i festival sono gli eventi che preferisco in assoluto. Quello dove quest’anno mi son divertito di più è sicuramente il Play Festival di Genova.

CML: Preferite usare vinili o strumentazioni digitali?
E: Un mash-up tra le due cose! Definitivamente!
P: Io per mia natura e percorso personale sono più legato alle strumentazioni digitali.

CML: Credete che il vinile faccia ancora la differenza o no?
E: Penso che non sia nè il vinile nè il laptop che fanno la differenza, bensì chi li usa.
P: Sono pienamente d’accordo con Francesco, le idee sono quelle che contano. Il vinile sicuramente mantiene ancora inalterato il suo fascino però a mio avviso non può fare la differenza. La differenza la fa in come si riesce ad utilizzare semmai. Per me è un mezzo per mixare, di sicuro il più affascinante e il più “caldo”, ma pur sempre un mezzo.

CML: Con il vostro pubblico che rapporto avete? Finita una esibizione scappate via o vi fermate tranquillamente a fare qualche foto o scambiare due parole?
E: Certo che ci fermiamo, ma nessuno ci fa delle foto. Siamo troppo brutti, ce le fai tu due foto? Figurati che se per caso usciamo dalla consolle per andare in bagno quando torniamo i buttafuori manco ci fanno risalire…non ci riconoscono…poveri noi.

CML: Ritenete che internet sia un buon veicolo pubblicitario per farsi conoscere e, perchè no, aiutare nel diventare famosi?
E: Beh certo! Ogni cosa però va usata con lo spirito giusto, tanto prima o poi la verità viene a galla. Su internet volendo ci si spaccia per chi si vuole, ma dal vivo le cose cambiano…
P: Internet è diventato il miglior modo per riuscire a farsi conoscere ed apprezzare. Il caso MySpace è di fronte gli occhi di tutti. Poi però bisogna confermare con i fatti veri: i dischi, i live. Voglio dire, può aiutare a diventare famosi ma non a diventare bravi… eh eh

CML: Che ne pensate di ClubMusicLovers.com?
E: Come ho detto in apertura, “Cazzo, bel posto CML!”. A parte gli scherzi, fa sempre piacere di vedere gente che fa le cose con passione e CML mi sembra proprio così.
P: E’ un posto dove si fa cultura musicale, sono i posti che preferisco.

CML: Cosa vorreste dire ai ragazzi che sono alle prime armi o che suonano già da un pò e che vorrebbero farsi conoscere?
E: La sincerità e la cultura musicale sono le cose che pagano. Continuare a fare le cose in cui si crede, non seguire le mode, crearsi un proprio stile.
P: Andare per la propria strada senza avere la fissa di emulare qualcuno o qualcosa. Crederci e lavorare sodo sia dal punto di vista musicale e artistico che da quello tecnico. Una grande dimestichezza con i sotware, computer, hardware audio, midi, etc, è determinate per fare un percorso più personale.

CML: Grazie ragazzi, è stato un piacere! In bocca al lupo per tutto!
E: Crepi! In bocca al lupo anche a tutti voi!
P: Crepi! Piacere nostro.

Sito ufficiale: www.alfaromero.net - www.eclatmusic.com - www.prudo.com
MySpace: http://www.myspace.com/alfaromeronet - http://www.myspace.com/eclatmuzik - http://www.myspace.com/prudohq

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