Intervista a Lucio Aquilina

Biografia:
Classe 1985, nato nei Quartieri Spagnoli nel cuore di Napoli (poco distante da dj del calibro di Danilo Vigorito e Massi DL) questo ragazzo è da considerarsi un vero e proprio fuoriclasse della scena minimale/techno italiana.
Dopo un breve interesse per la musica black e hip hop, sin dai quattordici anni scopre la house music e artisti come James Holden e Nathan Fake catalizzano il suo interesse accostandolo ben presto a sonorità elettro-minimali.
Un semplice pc e un controller midi, supportati dallo studio del pianoforte (che continua tuttora), sono i primi strumenti che Lucio adopera per le sue creazioni. Un anno fa, all’età di 20 anni, si mette in mostra con l’uscita delle sue prime produzioni: “Miniwheel” su Minisketch e “Chemin” su Adagio (suonata Adam Beyer, Christian Smith, Paco Osuna); ma è grazie
all’ep “3 Hours” uscito su Trapez, che arriva la sua consacrazione. Le due tracce contenute in “3 Hours”, l’omonima “3 Hours (con James Venturi)” e “Discobus”, sono proposte ripetutamente nei set di Richie Hawtin e Magda. Sempre su Trapez è uscito il suo penultimo Ep “Feeling Plastik”. Su Mosaiko Music, nuova label made in Napoli di cui già si sente parlare un gran bene, vedranno presto la luce come prima uscita dell’etichetta le 2 più recenti tracce: “Eldorado” e “Mente”.
CML: Ciao Lucio, è un piacere averti con noi!
L.A: Ciao! Il piacere è mio
CML: Anche tu napoletano, come quasi tutti i maggiori esponenti della scena techno-elettronica italiana. Secondo te come mai la città di Napoli è cosi fervida di talenti musicali?
L.A: Non ti so dire il motivo ma credo sia vero quello che dici, sicuramente Napoli è una città particolare.
CML: Sei giovanissimo e già apprezzatissimo dagli amanti del genere. Com’è iniziata la tua esperienza?
L.A: E’ iniziata come hobby quando avevo piu o meno 10 anni e mi divertivo ad usare programmini rudimentali per fare musica e allo stesso tempo ero molto preso dallo studio del pianoforte…
CML: Chi sono e chi sono stati i maggiori artisti che ti hanno influenzato?
L.A: Sarebbe impossibile scriverli tutti.. sicuramente mi hanno lasciato un segno indelebile dei grandi musicisti come Micheal Petrucciani, Miles Davis, Jaco Pastorious. Come artisti moderni mi piacciono molto i Daft Punk, Jamiroquai,.. degli artisti della scena elettronica moderna mi piace molto Akufen, James Holden, Jeff Samuel, alcune produzioni di Ricardo Villalobos, Thomas Melchior, Murcof.. uff ce ne sono veramente troppi.
CML: Qual’è stato il percorso musicale che hai seguito per giungere alla scena minimal?
L.A: Prima ascoltavo e facevo (in privato) molta house music, ma dopo un pò mi ero annoiato di sentire sempre le stesse cose e volevo passare alla techno ma la trovavo troppo dura per i miei gusti. Poi ho capito che c’era una via di mezzo…
CML: Hai inciso con alcune delle label più famose (Trapez e Minisketch in particolare). Qual’è stato l’approccio?
L.A: Semplice, una volta finite le track ho mandato dei demo. Molti ragazzi alle prime armi mi chiedono come fare per arrivare a queste etichette. In realtà è più facile di quanto sembri.. solitamente se la track piace rispondono dopo poco. Poi ovviamente dipende dall’etichetta.. a me è andata così.
CML: “Lucio Aquilina dimostra di avere stoffa da vendere e, dopo lo scalpore creato con la traccia Disco Bus, questo clamoroso nuovo Trapez sarà indubbiamente la consacrazione verso il gotha della minimal tech-house”. Credi che sia vera questa affermazione o pensi di avere ancora della strada da fare?
L.A:
sono contento che abbiano scritto queste cose di me, in ogni caso credo di avere ancora molta strada da fare…
CML: Che sensazione ti da sapere che alcuni dei tuoi pezzi vengono suonati durante le serate dei più famosi dj del mondo?
L.A: Inutle dirti che mi fa molto piacere .. ma mi fa ancora piu piacere sapere che la gente li apprezza. Il feedback è fondamentale!
CML: Ti senti di poter dare qualche consiglio ai ragazzi che hanno appena iniziato o che vogliono sfondare nel campo del djing?
L.A: Certo.. in questo momento di dj ce ne sono troppi.. è un mercato abbastanza saturo, quindi credo sia molto importante concentrarsi sulle produzioni proprie e sul proprio stile di musica. Penso sia l’unico modo per emergere in questo momento.
CML: Qual’è stata la serata che più ti è piaciuta, in cui ti sei divertito di più, come ospite?
L.A: Fino ad ora una delle piu belle credo sia stata in un clubbino di Amsterdam, dove ho fatto la chiusura dalle 4 alle 5 …. bella gente, che apprezzava veramente la musica..
CML: Ti abbiamo sentito live all’Oasi Beach durante il Love to Love Festival. Quale tipo di strumentazione hai usato?
L.A: Un laptop con Ableton live e un controller midi.
CML: A distanza di soli tre mesi torni nella capitale, fortemente voluto da Giancarlino, per la serata “Anarchy in the Club!”. Cosa ne pensi?
L.A: Penso che la scena romana al momento sia una delle migliori in Italia.. e sono contento che mi vogliano a suonare lì!
CML: Tu e Massi DL siete i volti nuovi della scena minimal in Italia. Avete in cantiere qualche produzione insieme?
L.A: Si, non so tu come fai a saperlo
Ma confermo.. con Massi stiamo lavorando insieme ad un Ep.. e poi è in cantiere un nuovo live a 4 mani che presenteremo al Panorama Festival qui a Napoli il 31 ottobre.
CML: Che ne pensi di ClubMusicLovers.com?
L.A: Ad essere sincero non lo conoscevo.. però mi sono fatto un giro e mi sembra molto carino..
CML: Ciao Lucio, grazie per il tuo tempo!
L.A: Ma grazie a voi
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1 Commento a “Intervista a Lucio Aquilina”
ciao vorrei fare i complimenti a Lucio aquilina e a voi per l’intervista…e vorrei dire a Lucio che io ho 34 anni non ho mai avuto la possibilita di imparare, ma amo quel tipo di musica + di ogni altra cosa al mondo
io abito a s.lucia a 200 mt da dove è nato lui e no sapevo che fosse di Napoli,ora sono ancora + contento.ciao e spero che la faree leggere a Lucio
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