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Intervista a The Dolphins

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Biografia:

The Dolphins sono uno dei nomi più importanti per la nuova scena dance italiana.
Collettivo composto da 3 membri – Alessandro Veneri, Cristiano Valentini, Giacomo Doglione, tutti con precedenti esperienze - hanno iniziato a fare team nel 2000: fondendo differenti background musicali, sono stati guidati da Joy Kiticonti - uno dei maggiori nomi nazionali a metà anni ‘90, collaboratore di Francesco Farfa - per le prime esperienze in studio.
In pochi anni il trio ha iniziato a camminare sulle proprie gambe e, grazie ad un frenetico passaparola fra gli addetti ai lavori generato dall’esordio “Rosemary” su Sushi Records, Ivan Iacobucci li ha voluti per la sua Hole Subaltern Records.
Con questa label hanno prodotto il singolo bomba “House Panic”, poi richiesto anche dalla famosa etichetta americana Guidance Recording e dall’inglese Hooj Choons (che lo ha fatto remixare a big come Paul Woolford, Dexter e Inland Knights): “House Panic” ha letteralmente generato un panico nelle chart house internazionali, portando alla ribalta la crew italiana.
Nel 2003 - con solo due dischi all’attivo - il combo si è ritrovato con grandi pressioni addosso e numerose etichette interessate alla loro intrigante fusione di elettronica, dance, techno e melodie rock: in un anno, The Dolphins pubblicano il nuovo singolo “Knockin’Out” e arrivano a remixare artisti quali Echomen, House Of Glass, Cincinnati, Cool Shop, Ajello e svariati altri, imponendosi come uno dei nomi più on demand fra i remixer della scuola Made In Italy.
Il 2004 segna l’approdo all’italiana Ocean Dark - sublabel di Ocean Trax, etichetta del famoso duo Bini&Martini - per la quale diventano subito uno dei progetti di punta: in poco tempo, i Delfini producono singoli come “This Is Our Show”, “Pornographic”, Warriors”— confermandosi come importante realtà produttiva ed entrando nelle chart di stelle come Tiga, Trevor Jackson (Playgroup), John Digweed, Gus Gus, Play Paul, Dan Ghenacia, Audiofly e Deep Dish.
Parallelamente, si sviluppa sempre più un’intensa attività di dj-ing all’interno del territorio italiano, sia singolarmente che come collettivo - in set che diventano esercizio per sperimentazioni live, utilizzo di tastiere, campionatori ed anche backing vocali - ed anche all’estero, soprattutto in Svizzera ed ex Jugoslavia.
Club chiave come Maffia (Reggio Emilia), Cassero (Bologna), Qasi (Modena), Bolgia (Bergamo), Borsa Club (Mantova), Insomnia (Pisa) tanto per citarne alcuni, hanno ospitato i set del trio, intensificando il rapporto nel corso del tempo.
In un periodo di grande crescita artistico/produttiva, The Dolphins sviluppano un suono sempre più personale e intrigante, fondendo influenze minimali ad elettronica, melodie house e ritmi techno, sempre considerando un importante impatto dancefloor, elemento chiave che da sempre caratterizza le produzioni della crew.
Nell’ultimo anno l’ensemble ha remixato il successo di Bini&Martini “Stop” (ottenendo un ragguardevole successo nella classifica di Beatport), il brano “Sentinel” dei Transglobal Underground e, non contento, ha creato l’alter ego produttivo Audio Vegas, licenziando due ep per la Pump-Kin del famosissimo Benny Benassi.
In contemporanea, si è cementificato il sodalizio con Ocean Dark e sono stati pubblicati ep di grande successo come “Base One”, “Base Two” e “Monogram”, hit nelle classifiche di download, nonché fra I dischi di maggior riscontro internazionale per la label stessa.
Il 2007 sarà per loro un ulteriore anno di crescita: se da una parte The Dolphins porteranno avanti il lavoro per Ocean Dark, saranno anche create nuove liason con Mantravibes (etichetta di Santos, Boosta e Scuola Furano), esordiranno sull’inglese Toolroom Records di Mark Knight (per la quale hanno appena remixato l’hit “My MTV” di Noir) e sull’americana Proton Music.
Oltre questo, sviluppando il rapporto con Benny Benassi e facendo crescere l’alias Audio Vegas, il trio intraprenderà una serie di Pump-Kin Night a livello internazionale.

CML: Ciao e benvenuti su ClubMusicLovers.com! Come va?
T.D: Tutto bene grazie….un saluto a CML.

CML: Iniziamo col parlare della fase precedente alla creazione del progetto The Dolphins. In quale occasione vi siete incontrati per la prima volta?
T.D: Abbiamo conosciuto Giacomo durante un dj set in occasione di una serata e da lì è partito tutto.

CML: Successivamente avete deciso di formare il trio. Con quali convinzioni avete affrontato questa scelta e quali erano i vostri obiettivi?
T.D: Le convinzioni erano quelle di chi credeva nella musica con l’obbiettivo di potersi realizzare personalmente ed artisticamente.

CML: Tutti e tre, prima della fusione, eravate entrati singolarmente nel mondo del djing. La consapevolezza di poter riuscire meglio unendo le vostre potenzialità è tra le motivazioni della nascita del trio The Dolphins?
T.D: Sicuramente….abbiamo deciso di andare avanti insieme perchè ci sembrava, dall’inizio, un valore aggiunto sia in studio sia durante i set…e così è stato.

CML: Entrare a far parte della label Ocean Dark vi ha sicuramente donato ulteriore credibilità nel panorama della musica elettronica in Italia e non solo. In che modo è avvenuto l’incontro con Paolo Martini e la sua etichetta?
T.D: Il primo contatto con Paolo è stato in occasione del remix di “House of Glass”, ma il vero inizio con Ocean Dark è stato dopo che Martini sentì suonare da Alex Neri un nostro demo: subito ci chiamò per avere quel pezzo che fu poi la nostra prima uscita con la sua label.

CML: Nelle vostre esibizioni in club e festival date vita a performance molto sperimentali. Da quali strumentazioni è composto il vostro tech rider ideale?
T.D: Dipende dalle situazioni…comunque se si potesse sempre 2 laptop, multieffetti, midi controller, microkorg…e qualche buon vinile..!!!

CML: Parliamo delle vostre produzioni. Quali artisti vi hanno maggiormente influenzato nel corso di questi anni?
T.D: Ce ne sono tanti, ma ci limitiamo a citare i 2 nomi che secondo noi hanno segnato il passaggio dalla house di qualche anno fa alla musica attuale: Tiga & Trentemoller….

CML: Veniamo al set up del vostro studio. Quali componenti utilizzate per la creazione delle vostre tracce?
T.D: Usiamo Logic Pro 8 e tutto quello che mette a disposizione a livello virtuale insieme a synth “veri” come Nord Lead, Korg, Novation, Virus etc…giusto per non perdere il contatto con il mondo analogico.

CML: Che rapporto avete con internet in riferimento alla vostra professione? Lo utilizzate come gran parte degli artisti per scopi pubblicitari, ricerca e contatti?
T.D: Siamo intossicati. Internet è sicuramente lo strumento più potente a disposizione per tutto quello che gravita intorno alla nostra professione: promozione, aggiornamenti, download, contatti etc..etc; senza questo azzeramento virtuale di ogni distanza sarebbe tutto più complicato, ma forse ci sarebbe più selezione, il che non farebbe male, ma non se ne può più fare a meno!

CML: In Italia, da qualche tempo, c’è un gran fermento intorno al fenomeno “minimal” (non solo in ambito musicale). Credete sia solo la moda del momento destinata a morire presto o pensate che resterà sulla cresta dell’onda ancora per molto tempo?
T.D: Sicuramente è il mood dell’anno, ma come tutte le cose, se portate all’eccesso, poi stancano, ma più che “finire” sicuramente arriverà a contaminare altre sonorità e ci sarà un passaggio più o meno veloce verso un suono più vario e melodico.

CML: Come definireste il sound che proponete attualmente? Ci sono differenze tra le vostre produzioni e i vostri set?
T.D: Nei nostri e.p. e nei remix fatti ultimamente ci sono tutte le componenti dei set che proponiamo.
Uno dei brani di “Minibox” si intitolava “Maximal”…il che spiega un pò da solo la nostra musica !! Scherzi a parte…ci piace variare nei set per cercare di dare dinamicità a quello che proponiamo: un pò di minimal con un pò di maximal ed il gioco è fatto…

CML: Il nuovo decreto che vieta l’uso di alcol all’interno delle discoteche dopo le 2 di notte ha generato numerosi dibattiti. Qual’è la vostra opinione in merito?
T.D: Non rappresenta sicuramente la soluzione del problema: il proibizionismo spesso genera effetti contrari ed anche in questo caso sta portando al fai da te: i ragazzi si ubriacano fuori dai locali e rientrano, il che è peggio. Più che proibire bisogna educare, cercando di fare leva sull’informazione, nella speranza che aumenti, a prescindere dalla legge, l’abitudine al guidatore sobrio. Poi nel male di questo decreto speriamo che ci si abitui ad andare nei locali prima: poco tempo fa abbiamo suonato ad un evento a Londra dove la gente era già in coda all’ingresso del club dalle 21,00: in questo modo ci sarebbe molto più spazio per tutti anche nelle line-up.

CML: Molti giovani artisti tentano di farsi notare prima all’estero perché troppo spesso in Italia si preferisce rivolgersi a guests straniere già acclamate dal pubblico piuttosto che puntare sui nostri emergenti. Qual’è il vostro pensiero a riguardo?
T.D: Purtroppo questo è un pò il nostro limite da italiani: guardiamo troppo spesso fuori, seguiamo e non inventiamo nulla da troppo tempo; siamo fermi alla dance anni 90 quando i successi erano fatti in casa nostra, ma purtroppo sono passati quasi 15 anni e ci siamo mossi troppo poco. E’ un pò tutto il sistema ad essere in crisi, ma è difficile quasi impossibile fare altro visto che, come dici, qui da noi preferiscono far suonare nomi provenienti dall’estero piuttosto che i nostri emergenti, quindi il trend è diventare un nome all’estero per emergere in Italia: così si sta mettendo seriamente in crisi la credibilità musicale del nostro paese. Sembra comunque che qualcosa stia cambiando visto che i talenti ci sono anche qui. E’ un aspetto che ci sta a cuore e per questo abbiamo ideato e seguito la direzione artistica di un festival, DISTORSIONI SONORE, dove si sono esibiti e si esibiranno nelle prossime edizioni, solo producers italiani che meritano più considerazione da parte dei media e del pubblico: una giornata dedicata al “made in Italy”.

CML: Avete in cantiere qualche nuovo progetto?
T.D: In questo periodo, dopo diversi remix fatti per altri artisti, stiamo lavorando in studio sui nostri nuovi e.p. e sul progetto parallelo Audio Vegas con il quale riprenderemo da gennaio le date europee del Pump-Kin tour.

CML: Cosa ne pensate di ClubMusicLovers.com?
T.D: I nostri complimenti…vi abbiamo visti nascere qualche anno fa e da lì in poi avete fatto un ottimo lavoro: continuate così perché portali e iniziative come CML fanno bene a tutto l’ambiente clubbing.

CML: Ragazzi grazie della collaborazione. In bocca al lupo!
T.D: A presto e in bocca al lupo anche a voi…un saluto a chi sta leggendo e grazie di tutto !!!!

Sito ufficiale: www.thedolphins.net

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